martedì 30 ottobre 2012

da major tom a ragazzo solo

che, insomma: c'è questo film di bertolucci. vado con la mia amica, un po' perchè ne ho sentito da fazio, un po' perchè il libro da cui è tratto una prof d'italiano lo aveva assegnato a FF da leggere nelle vacanze. non so se lei l'ha letto, ma sono curiosa. ammanniti non mi prende e non ricordo nemmeno se l'ho letto anch'io, quell'estate lì, o se l'ho solo cominciato e basta.
insomma ci sono questi due ragazzi e per tutta la durata della proiezione mi chiedo perchè bertolucci ne abbia voluto fare un film, di questo libro. da mamma, mi prende lo smarrimento di lui quindicenne.
questi che sanno essere collegatissimi alla vita e scollegatissimi dai parametri che noi usiamo per misurarla. insomma, stanno sì sulla terra ma un po' come creature di altri mondi.
c'è poi questa storia datata, di lei che anche se ha solo/non più di vent'anni non si fa di queste droghe nuove ma di vecchia eroina. e quindi è lui che accoglie - e riceve e ammortizza - con il suo non essere ancora di questo mondo, la pesantezza di lei. che si capisce che è pesante, e anche tanto, già solo a guardarla che  arriva e va via vestita di un cappottone pelliccione nero lungo sino ai piedi che solo a guardare ti senti oppresso/a.
però poi dopo mi vado a ricercare su wikipedia e youtube space oddity.
e capisco che è perfetta. versione italiana che scappa dal testo originale ma che racconta, proprio per come e dove finisce con il rifugiarsi, tutto l'estraniamento. da un testo all'altro c'è tutto il senso. perfettissima.
io e te è un film, si, ma da leggere.

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