lunedì 30 maggio 2011

pro-memoria

29/05/2011.
- hai votato per il tuo sindaco: c'era una telecamera del tg regionale e chi ha visto il tg delle due ha visto te che sorridevi e imbucavi. al seggio uno degli scrutatori lo conoscevi: la signora è persona conosciuta! sorrisi e abbracci e come stai e vediamoci e ciao.
- hai comprato 11 rose bianche e 3 ortensie, bianche anche loro: ti piace che quando la tua casa si apre lo faccia sorridendo, anche da un vaso blu.
- hai pettinato e vestito di nuovo mamma, che basta con queste vestaglione stasera è festa, e lei è stata dolce e sorridente e vabbene come dici tu cri, però tienmi che con queste scarpe lucide perdo l'equilibrio.
- la lei grande ma piccola che ha aggiunto al taglio nuovo e grintoso e fortemente voluto oltre ogni ragionevole consiglio un pantalone skinny il tacco una maglia scollata un trucco che brava ma dove hai imparato a truccarti così, leggero. lei che la sera prima mentre provavi i tuoi vestiti nuovi ti diceva ridendo mamma io ti batto. eccome, amore mio.
- lui piccolo e basta invece, bianco e blu e tutto bianco frate sopra, con il nodo del cordone a destra e il giglio gigante a sinistra correva rincorrendo un pallone di nascosto ma non ha inciampato e non ha sbagliato nulla ed era attento e allegro.
- poi internet e qualche info a casaccio. sintomi, possibilità. pensi che ti basterebbero, se fossero anche cinque o dieci, gli anni, ma chissà le statistiche.
- poi, pure, uno che scrive, ma non a te.

martedì 17 maggio 2011

il gioco al contrario

i miei figli entrambi in salute
una casa mia nuova
un altro lavoro\lo stesso lavoro altrove
abbastanza soldi
notti in armonia con i giorni o meglio viceversa: giorni che la realtà è uguale ai sogni

il gioco al contrario è indovinare la domanda di partenza
P.S. al vincitore premio personalizzato...

domenica 8 maggio 2011

regali

Sarà che è tornato maggio. Sarà la luce, o i rumori/odori/silenzi - le pause - di certe giornate. O che per farti compagnia ritorni ad alcune vecchie cose. Insomma digiti p a z sulla tastiera. E internet ti fa un regalo. Una cosa che non avevi mai incrociato. Allora rrridi. E ti viene voglia se possibile di condividere. ancora. e ancora. e ancora.

sabato 7 maggio 2011

dei bravi papà

Vivere in una città di provincia, piccola e nemmen tanto popolosa, consente ritmi di vita accettabili. Non è in automatico slow, o almeno non tutto e non sempre, ma certo dentro allo stesso numero di ore ci puoi fare stare molte più "cose" di quanto non si possa in una metropoli, per la brevità dei tempi di spostamento da un luogo all'altro della vita quotidiana.
Tra le cose che riesce fare, c'è anche quella di poter dormire un po' di più, al mattino, perchè tanto andare al lavoro è dieci minuti, al max.

Poi ci sono i bravi papà.

Questi stranissimi individui che usano alzarsi con una mezz'oretta d'anticipo rispetto a quel che gli servirebbe (potrebbero anche  - volessero - andare al lavoro a piedi, uscire di casa lenti e giornale e caffè, oppure andare a correre, o pisciare il cane, ma non lo fanno, anche perchè han fatto voto "gli animali in appartamento? mai! sarebbe da egoisti!") per far colazione ai pupi, svegliarli, soprattutto fargli ripassare la lezione che ieri, tra un gioco al pc e la palestra, hanno a malapena provato a memorizzare.
Le di  loro casuali conviventi coadiuvanti nella produzione di prole, non connettono ancora, anelano -  occhi appiccicati e camminata lenta - al miraggio della tazza col caffèllatte e i biscotti secchi dietetici, che loro - i bravi papà - già si confrontano coi confini dell'emilia romagna - a nord con, a est con, a sud con, a ovest con - le produzioni dell'agropontino e - come oggi - le gesta di giulio cesare. Che anche i pupi svogliati capiscono che caio iulio ha fatto grandi cose e con intelligenza.
La signora in vestaglia - che sciroccata lo deve essere davvero - chissà forse rivedere "non ti muovere" sino a tarda notte qualche responsabilità ce l'ha - pensa: "ma perchè non ce lo devo avere, io, un capo del governo che studia storia, e non alza la testa dai libri, e non trova pace nè sonno nel ricercare nell'esempio di chi già c'è stato una strada un progetto di futuro qualcosa che non sia solo il suo interesse personale ma quello di tutti e se non di tutti quello del maggior numero? che insomma studi e ricerchi e lavori per gli altri e non per sè. Perchè non devo andare a dormire con questa certezza? perchè io devo fare del mio meglio e lui no, e chi con lui ci governa no?
E perchè nessuno o quasi se ne meraviglia? e quand'è che abbiamo deciso di restare così, pessimi?".

martedì 3 maggio 2011

miracles

Tipo: tre ore. A discutere. Anzi no: tre ore passate ad ascoltare, macinando pensieri, concentrata su quello che veniva detto. Anche un po' legnosa, non sono sicura di avere lasciato entrare tutto quello che il gruppo respirava. Cioè, credo, almeno: che poi alla fine scopro sempre di essere rimasta l'unica a prendere sul serio certi discorsi, e di essere una delle poche che almeno ci prova, a non autoriferire tutto quello che viene detto.
In questo posto di lavoro a volte ci lasciamo andare alla voglia di dire messa: si dipingono scenari apocalittici, ci si colloca al centro esatto di tutto l'universo creato, si chiamano pentimenti epocali, si paventano disastri all'altezza delle piaghe d'egitto, si chiude con la speranza di una sempre rinnovata riconciliazione, che il nemico fuori pressa e bisogna serrare i ranghi.
Ma io nella mia vita non ci sono mai riuscita, a prendermi così tanto e convintamente sul serio.
Figuriamoci se imparo ora.
Sono fuori, lo capisco.
E non ho voglia di abbassare una difesa che sia una; voglio restare coriacea per sempre.

E capisco, di più, se necessario ancora più profondo, che è un miracolo, quello che ti ha messo dentro la mia vita di adesso.

lunedì 2 maggio 2011

fotosciòp

"vai che con fotoshop ce ne siamo un mucchio, più bravi"

non so, photoshop non lo uso.
mi fa effetto che il presidente degli stati uniti possa così platealmente dire "abbiamo ucciso" oppure "li ho mandati là e l'ho deciso io che potevano sparargli un colpo in testa".
mi fa effetto che tutti indistintamente battono le mani.
che fuori da ogni camuffamento si dica, praticamente: siamo noi la sicurezza del mondo, non ci sono leggi, non servono i tribunali, quelli che fate finta di crederci ancora siete dei poveri fessi.
siamo oltre orwell.

f.to: una poverissima fessa