mercoledì 25 aprile 2012

Stratagemmi

oh insomma. che vado in libreria e giro e mi aggiro e non mi convince niente. come se i libri non mi parlassero più (ed è come quando non ti ricordi i sogni: tutto spento).
allora avrei deciso di fare così: ignorare le recensioni di fazio, ritagliare le pubblicità da linus, memorizzarne qualcuna dalla rubrica apposita (che non mi riesce, MAI) testare quelle di due tre o quattro tra quelli (bloggher/esse) che leggo, vedere quali sono quelle che poi alla fine - ma statisticamente, eh, che ho voglia di tornare a scomparire, nei libri  - coincidono con i miei gusti, e procedere per il futuro in automatico.
Così. Un supporto. Chemmalefa?

venerdì 20 aprile 2012

con le giuste pretese non si compra mai

"DEVI lasciarmi andare."

pensavo questo. poi mi sono fermata e mi sono ricordata. che cavolo dico.
maffigurati. io?
che invece: dai quattordici ai sedici anni mi sono strafogata di cantautori italiani e che strano ritrovarci poi nelle occasioni tutta ma tutta la mia educazione sentimentale. quelle quattro cinque frasi che alla fine tornano sempre, come certi conti.
tipo questa, appunto: e con le giuste pretese non si compra mai
come un rigurgito dalla memoria profonda.
santa internet. che il titolo non me lo ricordavo, e neppure l'anno.
e santa mia mamma, che facevo riandare mille volte col tasto play tutte quelle vecchie cassette e non mi ha mai detto "basta cri hai stufato".
con le giuste pretese non si compra mai
che belle, le canzoni. ma anche ballare i lenti, e margherita, e a mano a mano.
ci credo che poi cose come questa qui ti restano scolpite, nel cervello.

sabato 14 aprile 2012

vento che tira via

ci sono poche cose e tante cose insieme.
un complimento a pasquetta, un amico da sempre che si ferma ti guarda e dice qualcosa a proposito della femminilità (stavo mangiando qualcosa, seduta gambe accavallate, piattino di carta in mano).
un collega timido che alla seconda occasione la coglie e ti dice che "buone quelle cose che ci hai portato grazie ma era la prima volta che le preparavi? ma allora erano buonissime!!!" e poi abbassa gli occhi e scappa.
poi una notizia di quelle che meglio mai: coetaneo, collega anche lui, non single, solo. fumatore. conferma sospetti. che tu ti fermi e pensi: ma perchè? che senso ha? e chi ci sarà accanto a lui?
poi un lavoro che per adesso ti tiene sempre come quando tiri la prima troppo a lungo.
e ancora: che leggi che oggi comincia la settimana della cultura e allora cerchi per regione e provincia e trovi che la tua è la più povera di "iniziative" tra tutte quelle della tua regione e che quello che c'è non è nemmeno della città che si vanta di essere grande, ma è dei posti più piccoli ma dove la cultura ha gettato semi che comunque anche nel fango continuano a fiorire.
e poi ladri, dovunque. e che ladri!!! e gentaglia che governa le vita delle persone.
poi c'è pure che hai trovato un cassetto, dentro di te, che riesci a chiudere quando serve, e dove custodisci alcune cose, di quelle che a maneggiarle bruciano le mani ( si può - si - ma poco, sennò fa male).
a prendersi sul serio, l'equivalente di una trentina di post, forse.
ma non mi va. viaggiare leggeri va bene, per ora.

venerdì 6 aprile 2012

buona pasqua

amiche figli uomini lavoro.
pianificazione pranzo pasqua e ricerca filologica su piatti della tradizione. per trenta e passa.
lista della spesa. il carrello con la solita ruotina sghemba. fatica. il dilemma uova si uova no ma i bambini. prenota il pane. le telefonate. cosa mi metto. magari i tacchi no che poi a fine giornata non mi sento più i piedi. ho preso tutto?

poi penso che è tre anni dal terremoto dell'aquila. che le immagini che han passato ieri su onna e il disastro non le avevo mai viste. Mi incazzo: non me le hanno mai fatte vedere! e penso che paese di schifo è un paese che non vuol vedere, che non agisce, che non aiuta?

boh. mi sento solissima e tutti questi pensieri tristi me li porto con me come una tartaruga. tanto da fuori non si vede.