venerdì 7 dicembre 2012

A 'STO GIRO...

... MI AUGURO CHE LA GENTE LO RICOPRA. MA DI SPUTI.
LUI E TUTTI QUELLI INTORNO.

martedì 30 ottobre 2012

da major tom a ragazzo solo

che, insomma: c'è questo film di bertolucci. vado con la mia amica, un po' perchè ne ho sentito da fazio, un po' perchè il libro da cui è tratto una prof d'italiano lo aveva assegnato a FF da leggere nelle vacanze. non so se lei l'ha letto, ma sono curiosa. ammanniti non mi prende e non ricordo nemmeno se l'ho letto anch'io, quell'estate lì, o se l'ho solo cominciato e basta.
insomma ci sono questi due ragazzi e per tutta la durata della proiezione mi chiedo perchè bertolucci ne abbia voluto fare un film, di questo libro. da mamma, mi prende lo smarrimento di lui quindicenne.
questi che sanno essere collegatissimi alla vita e scollegatissimi dai parametri che noi usiamo per misurarla. insomma, stanno sì sulla terra ma un po' come creature di altri mondi.
c'è poi questa storia datata, di lei che anche se ha solo/non più di vent'anni non si fa di queste droghe nuove ma di vecchia eroina. e quindi è lui che accoglie - e riceve e ammortizza - con il suo non essere ancora di questo mondo, la pesantezza di lei. che si capisce che è pesante, e anche tanto, già solo a guardarla che  arriva e va via vestita di un cappottone pelliccione nero lungo sino ai piedi che solo a guardare ti senti oppresso/a.
però poi dopo mi vado a ricercare su wikipedia e youtube space oddity.
e capisco che è perfetta. versione italiana che scappa dal testo originale ma che racconta, proprio per come e dove finisce con il rifugiarsi, tutto l'estraniamento. da un testo all'altro c'è tutto il senso. perfettissima.
io e te è un film, si, ma da leggere.

giovedì 27 settembre 2012

human

Gli umani facciamo così: che prendiamo queste piccole grandi infelicità e le incastoniamo dentro qualcosa che appare come la normalità, che ci racconta e rassicura che si', in fondo, quello cui abbiamo assistito è stato il nostro meglio. E facciamo passare i giorni. Poi muoriamo.

giovedì 14 giugno 2012

lunedì 4 giugno 2012

direi che le chiacchiere stanno a zero...UPDATE

non è vero. ce n'è ancora, che me li fa girare:
due italie due terremoti.
di qui il lavoro e le aziende, di lì pare che non lavorasse nessuno, solo gli occhi per piangere. o chiedere.
e poi le niùtàun e poi il circo e poi i ceroni.

quand'è che arriverà il tempo di un'informazione che non si accontenti di rifilare clichè ma che si sforzi di raccontare e portare la gente a capire, le cose e i fatti?

se gli aquilani s'incazzano c'hanno ragione.

(onore al merito: bello e tristissimo, a radio due, tutto il giorno. sensato. pulito.)

domenica 3 giugno 2012

direi che le chiacchiere stanno a zero...

mi girano i coglioni (scusate il termine) per un sacco di cose di cui sicuramente però la più seria è questa:

http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/06/liberta-di-licenziare-ecco-i-senatori.html

ma una RIVOLUZIONE, ... a quando?
e non è una questione di soldi e fame, è proprio una questione di principi...

GRRRRR.....

sabato 19 maggio 2012

impara l'arte

dire che mi sono confusa, è poco.
programmo delle cose che poi senza accorgermene rimando di fare, e poi mi ricordo che volevo farle ma non ho trovato il tempo. commetto sbadataggini gravi che però per fortuna non producono danni se non al mio amor proprio. trascuro di fare alcune telefonate importanti.

praticamente galleggio. sulla. mia. vita.

dovesse mai più capitarmi di fare naufragio in mare aperto potrei mettere a frutto l'esperienza, però.

mercoledì 25 aprile 2012

Stratagemmi

oh insomma. che vado in libreria e giro e mi aggiro e non mi convince niente. come se i libri non mi parlassero più (ed è come quando non ti ricordi i sogni: tutto spento).
allora avrei deciso di fare così: ignorare le recensioni di fazio, ritagliare le pubblicità da linus, memorizzarne qualcuna dalla rubrica apposita (che non mi riesce, MAI) testare quelle di due tre o quattro tra quelli (bloggher/esse) che leggo, vedere quali sono quelle che poi alla fine - ma statisticamente, eh, che ho voglia di tornare a scomparire, nei libri  - coincidono con i miei gusti, e procedere per il futuro in automatico.
Così. Un supporto. Chemmalefa?

venerdì 20 aprile 2012

con le giuste pretese non si compra mai

"DEVI lasciarmi andare."

pensavo questo. poi mi sono fermata e mi sono ricordata. che cavolo dico.
maffigurati. io?
che invece: dai quattordici ai sedici anni mi sono strafogata di cantautori italiani e che strano ritrovarci poi nelle occasioni tutta ma tutta la mia educazione sentimentale. quelle quattro cinque frasi che alla fine tornano sempre, come certi conti.
tipo questa, appunto: e con le giuste pretese non si compra mai
come un rigurgito dalla memoria profonda.
santa internet. che il titolo non me lo ricordavo, e neppure l'anno.
e santa mia mamma, che facevo riandare mille volte col tasto play tutte quelle vecchie cassette e non mi ha mai detto "basta cri hai stufato".
con le giuste pretese non si compra mai
che belle, le canzoni. ma anche ballare i lenti, e margherita, e a mano a mano.
ci credo che poi cose come questa qui ti restano scolpite, nel cervello.

sabato 14 aprile 2012

vento che tira via

ci sono poche cose e tante cose insieme.
un complimento a pasquetta, un amico da sempre che si ferma ti guarda e dice qualcosa a proposito della femminilità (stavo mangiando qualcosa, seduta gambe accavallate, piattino di carta in mano).
un collega timido che alla seconda occasione la coglie e ti dice che "buone quelle cose che ci hai portato grazie ma era la prima volta che le preparavi? ma allora erano buonissime!!!" e poi abbassa gli occhi e scappa.
poi una notizia di quelle che meglio mai: coetaneo, collega anche lui, non single, solo. fumatore. conferma sospetti. che tu ti fermi e pensi: ma perchè? che senso ha? e chi ci sarà accanto a lui?
poi un lavoro che per adesso ti tiene sempre come quando tiri la prima troppo a lungo.
e ancora: che leggi che oggi comincia la settimana della cultura e allora cerchi per regione e provincia e trovi che la tua è la più povera di "iniziative" tra tutte quelle della tua regione e che quello che c'è non è nemmeno della città che si vanta di essere grande, ma è dei posti più piccoli ma dove la cultura ha gettato semi che comunque anche nel fango continuano a fiorire.
e poi ladri, dovunque. e che ladri!!! e gentaglia che governa le vita delle persone.
poi c'è pure che hai trovato un cassetto, dentro di te, che riesci a chiudere quando serve, e dove custodisci alcune cose, di quelle che a maneggiarle bruciano le mani ( si può - si - ma poco, sennò fa male).
a prendersi sul serio, l'equivalente di una trentina di post, forse.
ma non mi va. viaggiare leggeri va bene, per ora.

venerdì 6 aprile 2012

buona pasqua

amiche figli uomini lavoro.
pianificazione pranzo pasqua e ricerca filologica su piatti della tradizione. per trenta e passa.
lista della spesa. il carrello con la solita ruotina sghemba. fatica. il dilemma uova si uova no ma i bambini. prenota il pane. le telefonate. cosa mi metto. magari i tacchi no che poi a fine giornata non mi sento più i piedi. ho preso tutto?

poi penso che è tre anni dal terremoto dell'aquila. che le immagini che han passato ieri su onna e il disastro non le avevo mai viste. Mi incazzo: non me le hanno mai fatte vedere! e penso che paese di schifo è un paese che non vuol vedere, che non agisce, che non aiuta?

boh. mi sento solissima e tutti questi pensieri tristi me li porto con me come una tartaruga. tanto da fuori non si vede.

giovedì 29 marzo 2012

baciabbracci

FM litiga con il padre e ad un secondo è da me. Lo abbraccio. A lungo. Gli dò baci. Aspiro l'odore dei capelli che avrebbero bisogno di uno shampoo ma chissà, per adesso le docce non sono ancora un suo must. E penso che potrei, andare di là e cercare un abbraccio, ma che non sarebbe quello che vorrei. E che quello che vorrei è un abbraccio adulto senza remore retropensieri tradimenti. Un enorme gigantesco "fidati non te ne verrà alcun male nè me ne farai, mai".

venerdì 23 marzo 2012

Vietnam

Ma a chi è che questo governo ha promesso di cancellare l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori?
Non mi riesce di capirlo.
Da "quasi addetta" ai lavori, capisco che l'unica ragione per cui tutto il sistema resta così insopportabile a confindustria, ed ai suoi associati, è davvero nel non avere la possibilità di licenziare la gente a cazzo.
In Italia si può licenziare, per giusta causa. E se la giusta causa non la puoi dimostrare vuol dire che licenziare non era la soluzione. O se invece hai un problema economico chiedi la cassa integrazione. Quindi? Che balle raccontano?
Se dovessi ragionare alla luce di quello che succede oggi dove lavoro io - che è un posto quasi pubblico dove però licenziare sarebbe probabilmente abbastanza semplice, per esempio se venissero a mancare i soldi del finanziamento - direi che quello che davvero succede è questo: i lavoratori stabili over 40/45 si fanno manovrare meno, mettono i paletti, sono più difficili da motivare e far lavorare per la gloria, hanno genitori anziani da accudire, usano congedi e permessi senza farsi intimorire dal "padrone", tenerli motivati dentro organizzazioni paralitiche, bloccate, vecchie inside e che non fanno più crescere nessuno, senza possibilità alcuna di gratificazione, è im-pos-si-bi-le ... quindi meglio sostituirli: giovani senza esperienza, senza famiglia, che si accontentano di bassi stipendi, che non gliene importa tanto per ora basta lavorare...che per motivarli basta niente...
Questa classe dirigente: fa schifo in toto. TUTTA.
Ah, e poi: molto si è potuto fare con i contratti flessibili e le p.iva, molti hanno avuto la possibilità di fare esperienza e lavorare con dignità, non a nero e con compensi che consentivano anche di accedere alle forme contributive previste dalla legge - previste, appunto.
Ora per esempio da me non ne faremo più. O si cercheranno - e si troveranno, oh, se si troveranno! - gli stratagemmi.
Perchè, mi chiedo, un imprenditore che per far quadrare i conti ha ritenuto di potersi sobbarcare il costo di due co.co.pro., dovrebbe oggi pensare di tenersi gli stessi due a tempo indeterminato ope legis? Mi pare folle! piuttosto fa  a meno, piuttosto spreme quelli che gli restano, piuttosto rinuncia a creare anche quel mezzo posto di lavoro in più che era il contratto a termine! 
Perchè non ci si decide a lavorare sul COSTO DEL LAVORO?
(vabbè, è facile: perchè ridurre le entrate = avere meno soldi per gli sprechi CHE CONTINUANO).
Il classico che tutto cambi perchè niente cambi, quindi, per quanto riguarda almeno il discorso "precariato", tutto fumo negli occhi.  
Mentre invece sui licenziamenti si peggiora e basta.
Ben venga qualsiasi vietnam, allora, Questa gente è marcia dentro. Questi che ogni due per tre si mettono dietro a "i ggiovani" e si riempiono la bocca de "il futuro dei nostri ggiovani". Questi disonestissimi. Il napalm, ci vorrebbe, altrochè.

martedì 20 marzo 2012

agenda

due mesi. sessantadue giorni di calendario. 9 domeniche e altrettanti we.
le ore no. quelle mi rifiuto, di contarle...

giovedì 8 marzo 2012

venerdì 2 marzo 2012

tutto il resto è fuffa

C'è poco da discutere. Quando capisci che i moventi di chi ti sta di fronte sono diventati un libro aperto, per te, allora vuol dire che conosci a fondo il/la tipo/a.
Quando però succede pure che ti PIACE, capirlo/la così a fondo, le lune storte e le allegrie, allora E' amore. Punto. Quasi senza rimedio. E non c'è molto altro da dire.

martedì 28 febbraio 2012

Così, al volo

Pensavo a cosa succederà, quando verrà evidente che questo governo ha solo tirato la volata ad un prossimo di maladestra.
Che se ne faranno, di tutti questi bei distinguo, dei perchè e dei percome, i benpensanti del pd?
E non mi riferisco ai lupi - e cioè ai dirigenti, a quelli che ci campano, di politica, con tutto il loro bel seguito -  mi riferisco agli agnelli, ai militanti dubbiosi e miti, quelli che alle assemblee cittadine sono convocati per fare numero, e che però ci credono ancora, che partecipare, anche così, da comodi, sia utile. Tutti questi, che faranno? si imboscheranno? come nel ventennio quelli che si sono messi di lato ad aspettare come giunchi che la piena passasse oltre?

lunedì 27 febbraio 2012

territori sconosciuti

facciamo che oggi è il primo giorno, di questo periodo, e che questo periodo lo chiameremo LaMerica, senza un motivo valido ma che però mi sa che ha a che fare con l'idea della scoperta, o anche delle opportunità.
e facciamo anche che ne approfittiamo per segnarci le cose che, di giorno in giorno, arriveranno, nuove.
così poi tracciamo una linea e siamo in grado di segnare quanto saremo finiti fuori rotta.

per esempio oggi.
è bastata una breve sortita nei programmi desideri di FF per quest'estate, e metà di una delle cose che mi aspettavo più onerose... puff!... azzerata. Le vacanze. Sostituita l'idea di un mese in affitto in una delle località di mare vicine con l'idea di un viaggio, breve, la seconda metà di agosto.
non c'è un posto dove vorrebbe stare un mese, non ci sono compagnie che ha voglia di rincorrere, e poi ha già programmato il campo scout -  due settimane nei primi 15 gg di agosto.
quindi: partire, perchè no?
una città d'arte, o una capitale europea. spendo uguale o meno, risparmio gg di ferie, è una bella alternativa alla vacanza lunga e stanziale.
sarebbe bello, io FF e FM. si.
vedremo.

martedì 21 febbraio 2012

tattiche


I tempi della mattina.
Caffellatte. Un giro su internet. Una ricetta più qualcosa su donne, farfalle, e violenza. E basta.
Si fa il momento di prepararsi per uscire. Vengo di là. Tu hai già quasi finito. Decido che è idiota non rompere questo silenzio.


“Quand’è che ci sediamo a tavolino?”
“Quando vuoi, tanto ormai…”
“Si, ma quando?”
“Anche subito…”
“Ma quando?”
“Decidi tu, io sono qui…”
“Ma quando? Lo sai che a pranzo no, a cena no, non siamo mai soli…”
“Fai tu…”
“Va bene allora magari ti chiamo così se riesco a sganciarmi…in mattinata…”
“No, eh! Quando lavoro no!...”
“Ma allora quando?”
“Sabato, Domenica… 
“ma figurati, lo sai che non ci sei mai…”(è martedì, cazzo, cosa speri? che cambi idea? n.d.r.)
“ …magari mi organizzo…”


Sarà così per tutto questo periodo, sono sicura.
Devo essere brava a non farmi condizionare dalla tristezza che le tue reazioni riescono a mettermi addosso. Recuperi il controllo sulla tua emotività, smetti di essere insultante, e mi scatafasci addosso valanghe di indifferenza ... che sono piombo, e mi paralizzano …

che è, appunto, quello che vuoi, o che speri...

martedì 14 febbraio 2012

della serie: contenta mai, eh?

un mazzo di rose. sette. gialle.
per sanvalentino? ora?
mai successo. e dire che gli anni sono davvero un bel po', ormai.

mi sa che mi devo preoccupare, sul serio.
(vabbè, cazzata: che c'è da preoccuparsi lo so da un pezzo. C'è da decidersi, piuttosto.)

sabato 11 febbraio 2012

in serra.

"(...) ma insomma. si capisce da un milione di cose. Le Regole e l'Ordine. 
Dice: ragazzi da domani si fa così: i calzini e le mutande nelle ceste, i letti scoperchiati, le finestre aperte, TUTTE le luci e gli stenbài spenti, che poi chi arriva a mettere ordine non ha tempo per fare altro.
Questo. Più: le cose antiche. Più: gli oggetti bizzarri che chissà chi li ha lavorati, tipo un coltello da cacciatore di serpenti con fodero di pelle vera di serpente e denti veri e lunghi di chissà quale creatura e teschio di bestiolina dentro l'impugnatura che non si vede ma c'è (!). Più: gli spazi rarefatti e le basse temperature. Le piante: verdissime rigogliosissime mute.
E questo freddo, questo freddo.
Tutto sotto controllo. Tutto sempre da guardare ma senza che dallo sguardo possa derivarne disturbo, o interferenza, o dubbio...
Proprio si capisce che nella sua testa io ci abito come praticamente la dea del caos.
Che io sarei tutt'altro, cioè: poca roba in quel senso lì, e anche molto mite, ma siccome mi viene in mente un disegno di pazienza di una ragazza piena di riccioli mi sta bene. (...)"

giovedì 9 febbraio 2012

influenza

" (...) stanotte sudava moltissimo. Abbiamo cambiato federa, e maglietta; manca poco anche il lenzuolo. E poi aveva freddissimo e per la prima volta in vita sua mi ha detto riscaldami che in genere dice che sono una stufa e che metto troppe coperte e mi allontana.
Allora io pativo un po' nel senso che mi stava appiccicato e avevo caldo a mia volta.  Però stamattina mi ha detto grazie, ho riposato mi sono riscaldato.
no baci, nè niente, però.

meglio.
che non ho voglia di prendere anche io malanni. (...)"

lunedì 6 febbraio 2012

la stessa storia. CONGLIOCCHIDILEI

"(...) dormo proprio. ho le mie cose.
lui lo sa: l'altra mattina che sanguinavo come un agnello sgozzato ha dovuto portarmi uno straccio e pulirmi le gambe - io immobile, in piedi.
però mi chiama lo stesso.
mi sveglio.
"mi devi abbracciare. ce l'ho durissimo"
forse non sono del tutto sveglia perchè dico: "ma non è, per me" (dormivo bene, per i fatti miei, del resto).
risp: "forse, si, ma che domande sono, in effetti, ce l'ho sempre duro. tu però toccami."
io intanto che lo tocco e che lui va riprendo sonno. (...)"

sabato 4 febbraio 2012

Un pezzo di una storia.

" (...) baci parole e pelle.
secondo me serve tutto.
però oggi facevo così: tenevo gli occhi aperti, e guardavo i suoi chiusi, le rughe intorno, l'espressione presa.
poi tenevo io i miei seni, per non averci sopra le sue mani. e pensavo che nemmeno un bacio mai.
poi lo guardavo muoversi. e cercavo di capire dalla sua faccia cosa dettasse i suoi movimenti, e il ritmo.
quindi non lo toccavo. lo sentivo solo per quell'andare e venire. che era un tempo suo.
e non chiudevo gli occhi. perchè non volevo dargli niente, di me.
ed a un certo punto, uno qualsiasi, gli ho detto, perchè potevo: no.
e lui ha obbedito. e infatti. con me o senza di me non faceva differenza.
"abbracciami però", ha detto.
non mi ricordo di averlo fatto. credo di no. (...)"