giovedì 28 marzo 2013

E ancora

no perchè io avrei una domanda da fare a Lombardo&Crimi: con quali soldi hanno pagato la loro campagna elettorale? C’è un post, uno scritto, qualcosa sul web che parli di come si finanzia il M5S?
No perché magari me lo sono perso.
No perché magari c’è da copiare, e spiegarglielo, a quei poveri stronzi coglioni che “in questi vent’anni” hanno fatto attività politica sul campo rimettendoci di tasca autotassandosi pagando l’affitto e le bollette della sede battagliando con gli organismi centrali per la gestione trasparente dei fondi.
No perché altrimenti stare a libro a paga è stare a libro paga: mica puoi fare cose diverse da quelle che ti comanda il padrone. E che punto di partenza è, farsi servi per fare la rivoluzione?
E se non sei servo, cioè ci hai rimesso del tuo e sei libero, com’è possibile decidere di mettersi al servizio di idee altrui? Cazzo se spendo duemilatremila euro dei miei (anche dieci/quindicimila, per qualcuno le campagne elettorali sono come la dipendenza dal tavolo verde) guadagnati magari in uno due mesi (anche di più, giocoforza) di lavoro dipendente, col cavolo che faccio cose di cui non sono convinto. Oppure sono convinto di ricavarne un vantaggio. E allora la differenza dove sta?
Che certo che se una classe politica di avidi decide incontrastata di aumentare del mille per cento i fondi per il finanziamento pubblico ai partiti, allora si, che si lorda tutto, si fa leva sugli istinti peggiori e alla politica vengono come api sul miele (mosche sulla merda?) quelli che idolatrano solo il proprio, di interesse, e di quello collettivo se ne strafottono.
Non ci vogliono tanti discorsi sulla morale e l’etica, si deve solo mettere meno soldi, e garantire con poco ma a tutti – e non solo ai berluscasaleggi - la possibilità di far politica pulita.

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