Vivere in una città di provincia, piccola e nemmen tanto popolosa, consente ritmi di vita accettabili. Non è in automatico slow, o almeno non tutto e non sempre, ma certo dentro allo stesso numero di ore ci puoi fare stare molte più "cose" di quanto non si possa in una metropoli, per la brevità dei tempi di spostamento da un luogo all'altro della vita quotidiana.
Tra le cose che riesce fare, c'è anche quella di poter dormire un po' di più, al mattino, perchè tanto andare al lavoro è dieci minuti, al max.
Poi ci sono i bravi papà.
Questi stranissimi individui che usano alzarsi con una mezz'oretta d'anticipo rispetto a quel che gli servirebbe (potrebbero anche - volessero - andare al lavoro a piedi, uscire di casa lenti e giornale e caffè, oppure andare a correre, o pisciare il cane, ma non lo fanno, anche perchè han fatto voto "gli animali in appartamento? mai! sarebbe da egoisti!") per far colazione ai pupi, svegliarli, soprattutto fargli ripassare la lezione che ieri, tra un gioco al pc e la palestra, hanno a malapena provato a memorizzare.
Le di loro casuali conviventi coadiuvanti nella produzione di prole, non connettono ancora, anelano - occhi appiccicati e camminata lenta - al miraggio della tazza col caffèllatte e i biscotti secchi dietetici, che loro - i bravi papà - già si confrontano coi confini dell'emilia romagna - a nord con, a est con, a sud con, a ovest con - le produzioni dell'agropontino e - come oggi - le gesta di giulio cesare. Che anche i pupi svogliati capiscono che caio iulio ha fatto grandi cose e con intelligenza.
La signora in vestaglia - che sciroccata lo deve essere davvero - chissà forse rivedere "non ti muovere" sino a tarda notte qualche responsabilità ce l'ha - pensa: "ma perchè non ce lo devo avere, io, un capo del governo che studia storia, e non alza la testa dai libri, e non trova pace nè sonno nel ricercare nell'esempio di chi già c'è stato una strada un progetto di futuro qualcosa che non sia solo il suo interesse personale ma quello di tutti e se non di tutti quello del maggior numero? che insomma studi e ricerchi e lavori per gli altri e non per sè. Perchè non devo andare a dormire con questa certezza? perchè io devo fare del mio meglio e lui no, e chi con lui ci governa no?
E perchè nessuno o quasi se ne meraviglia? e quand'è che abbiamo deciso di restare così, pessimi?".
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