"(...) ma insomma. si capisce da un milione di cose. Le Regole e l'Ordine.
Dice: ragazzi da domani si fa così: i calzini e le mutande nelle ceste, i letti scoperchiati, le finestre aperte, TUTTE le luci e gli stenbài spenti, che poi chi arriva a mettere ordine non ha tempo per fare altro.
Questo. Più: le cose antiche. Più: gli oggetti bizzarri che chissà chi li ha lavorati, tipo un coltello da cacciatore di serpenti con fodero di pelle vera di serpente e denti veri e lunghi di chissà quale creatura e teschio di bestiolina dentro l'impugnatura che non si vede ma c'è (!). Più: gli spazi rarefatti e le basse temperature. Le piante: verdissime rigogliosissime mute.
E questo freddo, questo freddo.
Tutto sotto controllo. Tutto sempre da guardare ma senza che dallo sguardo possa derivarne disturbo, o interferenza, o dubbio...
Proprio si capisce che nella sua testa io ci abito come praticamente la dea del caos.
Che io sarei tutt'altro, cioè: poca roba in quel senso lì, e anche molto mite, ma siccome mi viene in mente un disegno di pazienza di una ragazza piena di riccioli mi sta bene. (...)"
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