"(...) dormo proprio. ho le mie cose.
lui lo sa: l'altra mattina che sanguinavo come un agnello sgozzato ha dovuto portarmi uno straccio e pulirmi le gambe - io immobile, in piedi.
però mi chiama lo stesso.
mi sveglio.
"mi devi abbracciare. ce l'ho durissimo"
forse non sono del tutto sveglia perchè dico: "ma non è, per me" (dormivo bene, per i fatti miei, del resto).
risp: "forse, si, ma che domande sono, in effetti, ce l'ho sempre duro. tu però toccami."
io intanto che lo tocco e che lui va riprendo sonno. (...)"
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