sabato 2 aprile 2011

fuori tempo e basta

Perché quando è, il tempo di aprire un blog?
A leggere qui è lì, sul web, mi sembra di avere già saltato tutti i momenti “utili”, nella vita di un essere umano di sesso femminile: quando mi preparavo al matrimonio (ma allora internet forse non c’era ancora, di certo nessuno ancora aveva inventato un web-log, figuriamoci poi da adolescente), la prima gravidanza, la maternità, la seconda, la “donna moglie mamma che lavora”, il mini impegno nella dimensione del collettivo, il lavoro, il lavoro, il lavoro...
Quando, dunque?
Molti dei blog che leggo – saranno un due, tre anni al  massimo - capisco sono nati dalla necessità di prendersi cura di se stesse/i: ebbene ma la mia psi dice che, con me, non ci guadagnerà mai nessuno, dei suoi colleghi (lei è della mutua), perché c’ho come un difetto di fabbrica che associato alla poca memoria mi salva dallo scoramento profondo.
Che poi, a furia di sbirciare quelli altrui, ho capito pure che serve un narciso robusto e complessivamente pacificato, e che i più belli restano quelli che riescono a fare, di un’esistenza vera, una storia a puntate, che poi diventa una sorta di "dipendenza" leggere. Tipo soap(opera).
O come tornare a ritrovarsi dentro a un monitor e dirsi: “ho visto tutto quello che c’era da vedere, lì fuori, ma non mi piace tanto, preferisco qui”.
Oppure che si hanno un mucchio di cose serie da dire.
Boh non so. Forse ci sono solo due cose e basta: esprimersi, e scrivere. Per ora questo. Poi si vedrà.

Nessun commento:

Posta un commento