domenica 10 aprile 2011

rivelazioni

Il mio parrucchiere mi odia.
Se ho un appuntamento, arrivo sempre in ritardo. Oppure arrivo senza appuntamento. Oppure arrivo in orario di chiusura. Mi conosce da vent'anni, però, e praticamente ormai ci fa affidamento, sui miei ritardi. Poi sono anche una che si mette lì ed è capace di stare zitta, chessò, servono dodici ore? dodici ore. Basta mi diano da leggere. Divoro paccate di settimanali femminili, quelli da un chilo tutta pubblicità, e giornaletti gossippari, che così recupero sul versante pettegolezzo, ché la settimana me la passo chiusa tra quattro mura le scadenze l'abitacolo della macchina qualche "mangia!" "corri!" "vestiti!" "studia!", qualche telefonata alla mia amica e stop. 
E, a parte che ogni volta mi riprometto di mangiar meno perchè più magre, cavolo, ci si veste meglio, c'è poco da dire: in genere l'effetto è buono e svagante, i pensieri pesanti retrocedono e si aprono spazi.

Stavolta però. Chi l'avrebbe mai immaginato. Ho capito!
Quasi meglio di saulo/paolo sulla via di Damasco! Meglio che una folgorazione alla terzani dopo mesi di meditazione in cima al monte più alto del mondo, laddove che la mancanza di ossigeno ti costringe ad attivare al massimo i neuroni.

Ho capito che un paese dove c'è un povero stronzo al quale è consentito, dietro - immagino lauto - compenso, non solo pensare e scrivere, ma anche pubblicare cose tipo questa, su un settimanale ad alta tiratura senza riguardo o capacità o onestà intellettuale (e non vado oltre, perchè mi verrebbe da esagerare ma in quanto povero stronzo a caccia di pubblicità non se lo merita nemmeno) E' DAVVERO PIU' UN PAESE SENZA SPERANZE. 

(che poi: una spera sempre, anche di fronte ai fatti più catastrofici, come faceva vedere gramellini ieri sera, perchè non si può rinunciare al pensiero che il bene prima o poi possa vincere. Ma poi ci sono le cose piccole come questa, che ti rimettono con i piedi per terra...)

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