Nel volgere breve di meno di ventiquattr'ore sono venuti a mancare, nel senso di morti deceduti (non mi piacciono tanto i giri di parole in questi casi), rispettivamente, la mamma e il papà di due miei cari amici.
Due funerali dunque.
La chiesa è un'istituzione classista.
Sei signora di circoli, "moglie di...", "madre...di"? allora è doveroso: minimo tre officianti, di cui uno si sentirà tenuto a gratificare i familiari, a fine rito, della descrizione dettagliata dei segnali sublimi della tua tardiva conversione, poi qualcuno di riconoscibile che accompagni l'organista cieco alla tastiera dell'organo ottocentesco testè restaurato, i volumi di tutto al massimo, uomini in nero alti e abbronzati, che, reggendola, la tua bara la alzano una bella spanna sopra tutte le teste. No proprio: perchè sia chiaro.
Non lo sei? hai condotto una vita onesta, allevato figli onesti e sfortunatissimi, hai amato riamato tua moglie per più di cinquant'anni? ti accompagnerà un francescano bassino grassottello sincero, di eloquio stringato, gli amici di tuo figlio a sorreggerti la bara, musica, forse, ma registrata. Al tuo funerale poche pompe e molti sorrisi. Soprattutto tutto rapido, niente soffermarsi dolorosamente compiaciuti. Via via, andare, che dopo c'ho i ragazzini del catechismo.
(sarò strana, ma poche cose come un funerale mi rendono la sensazione della vita)
In più, pensavo: alla mia età, all'età degli amici di più lunga data che frequento, è normale succeda, di perdere i pezzi più vecchi della famiglia: mi sa che è cominciato il giro.
In più, pensavo: alla mia età, all'età degli amici di più lunga data che frequento, è normale succeda, di perdere i pezzi più vecchi della famiglia: mi sa che è cominciato il giro.
Ma il dolore sordo della mia ex compagna di classe, che piangendo, mi diceva - a proposito della scomparsa della mamma - "adesso è cambiato tutto", non lo sentivo mio, mi è risuonato estraneo.
Io, che la mia mamma la tengo con me perchè è vecchietta ed è come tornata bambina, non lo dirò, "è cambiato tutto ora che non c'è"; e so anche perchè: perchè da figlia di genitori considerati "anziani" (per l'epoca: 41 mia madre, 56 mio padre) me lo sono rivissuto centomille volte, il momento in cui non ci sarebbero stati più. Mille volte. Tutto tutto già visto immaginato pianto.
I miei coetanei invece no. Per loro è inaspettato, sempre.
Che poi invece oggi le mamme di quarant'anni sono la norma, o quasi. E anche i papà di sessanta, non stupiscono. E infatti i miei erano davvero i genitori più "moderni", tra quelli del mio gruppo di amici.
E insomma, sono contenta.
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